SCORZONI autoritratto 1922

Alessandro SCORZONI (Calcara di Crespellano, Bologna, 1858 – Bologna, 1933).

 

Figlio di Gaetano e di Clementa Barbieri, Alessandro s’iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1872 avendovi per maestri il Muzzi e, soprattutto, Antonio Puccinelli, e come compagni di corso Diego Sarti e Mario De Maria.
Si diplomò nel 1879, affermandosi in breve per le indubbie capacità specie come ritrattista e dunque subito ricevendo commissioni per opere che lo rivelarono tra i più dotati autori della sua generazione. Partecipò inoltre a mostre e concorsi.

Pittore dal “corredo tecnico eccezionale” (Barilli, 1981), Scorzoni eseguì lavori sia a fresco sia su tempera, olio e pastello: fu con questi ultimi che prese infatti parte alle mostre organizzate dall’Associazione per le Arti “Francesco Francia” e precisamente nelle edizioni degli anni 1895, 1896, 1898 (con 4 tele tra cui “Ora di aprile”, indicata per la vendita a lire 250, e “Impressione”, che fu venduta a 50), infine nel 1901 e nel 1906 (con un “Ritratto” la cui quotazione di vendita fu fissata a 500 lire).

Trattò anche l’acquerello; fu inoltre decoratore, disegnatore, illustratore.
I suoi generi, oltre al ritratto, furono il quadro sacro e la composizione allegorica.
Nel 1898 fu nominato Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, e nel 1905 Accademico residente. Fu inoltre Accademico Clementino.

Visse però sempre nella più estrema povertà: abbandonato dalla moglie Amelia Turrini e isolato dai figli Maria e Francesco, l’artista fu costretto a trascorrere l’ultimo periodo della vita nella solitudine e incompreso. Produsse così proprio in questa – assai prolifica – stagione (specie tra il 1912 e il ’15 e nel 1920-23) i suoi caratteristici paesaggi, dedicati ai luoghi più appartati dell’area pedemontana bolognese: la Cremonina, il Sillaro, il Savena presso San Ruffillo, i colli di Paderno, l’Idice e Castel San Pietro.

Scorzoni morì all’Ospedal Maggiore di Bologna, il 31 luglio 1933.

Nell’anno accademico 1973-74 uno studente dell’Università di Bologna, A. Contarini, gli dedicò la propria Tesi di Laurea (testo mai dato alle stampe).

L’Associazione “Francesco Francia” gli dedicò una mostra antologica curata da R. Barilli e allestita presso il Museo Civico di Bologna tra il dicembre 1981 e il mese di gennaio 1982.

Matteo Mattei

Bibliografia (fino al 1981, Cataloghi dell’Associazione a parte): Corna 1930, A. Pelliccioni 1933 (in: “Il Comune di Bologna”, n. di agosto, p.77), Lipparini 1934 (mostra retrospettiva, Cat.), Thieme-Becker 1936, Bertocchi 1946, Patrizi 1957 (mostra retrospettiva, Cat.), Comanducci 1962, Somaré 1971, M. Pasquali 1981, Vianelli 1981 (in “La Mercanzia”, n.4, lug-ago, pp. 351-52).