i canti di Castelvecchio

Tratta da CANTI DI CASTELVECCHIO.

Da una lettera di Maria Pascoli: “… mi crederà? è una poesia sognata di notte; proprio un sogno coi versi e tutto. I versi nel sogno non erano perfetti; li perfezionò da desto lasciando però nell’ultima parte intatto quel sapore vago e strano di sogno”

 

Io t’odio?!… Non t’amo più, vedi,
non t’amo… Ricordi quel giorno?
Lontano portavano i piedi
un cuor che pensava al ritorno.
E dunque tornai… tu non c’eri.
Per casa era un’eco dell’ieri,
d’un lungo promettere. E meco
di te portai sola quell’eco:
PER SEMPRE!


Non t’odio. Ma l’eco sommessa
di quella infinita promessa
vien meco, e mi batte nel cuore
col palpito trito dell’ore;
mi strilla nel cuore col grido
d’implume caduto dal nido:
PER SEMPRE!


Non t’amo. Io guardai, col sorriso,
nel fiore del molle tuo letto.
Ha tutti i tuoi occhi, ma il viso…
non tuo. E baciai quel visetto
straniero, senz’urto alle vene.
Le dissi: “E a me, mi vuoi bene?”
“Sì, tanto!” E i tuoi occhi in me fisse.
“Per sempre?” le dissi. Mi disse:
PER SEMPRE!”


Risposi: “Sei bimba e non sai
Per sempre che voglia dir mai!”
Rispose: “Non so che vuol dire?
Per sempre vuol dire Morire…
Sì: addormentarsi la sera:
restare così come s’era,
PER SEMPRE!”

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